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Il trattamento delle lentigo solari con laser alessandrite a impulso lungo

Le lentigo solari, note anche con l'antipatica ma efficace definizione di macchie senili, sono da anni al centro dell'attenzione di medici dermatologi e dei loro pazienti che ne richiedono la rimozione.
Si tratta di chiazze scure, innocue, ma fortemente antiestetiche, provocate dai raggi ultravioletti solari. Il viso, il dorso delle mani, gli avambracci, le gambe, il decolleté e le spalle sono le zone più colpite.

Diversi metodi sono stati utilizzati per la loro correzione. La crioterapia con azoto liquido ha rappresentato la terapia di scelta per anni. Tempi di guarigione prolungati, il rischio di iperpigmentazione o, più frequentemente, di ipopigmentazione ha limitato l'uso di questa tecnica. Peeling chimici e preparazioni a base di sostanze acide da sole o in combinazione, sono tutt'oggi utilizzate. Tali sostanze inducono però solo uno schiarimento e raramente la rimozione permanente delle lesioni. I trattamenti con diatermocoagulazione anche se ben eseguiti presentano un non trascurabile rischio di esiti cicatriziali.

I laser e i trattamenti con luce pulsata rappresentano attualmente il presente e il futuro nel trattamento delle lentigo solari. I laser più utilizzati appartengono alla categoria Q-switched con lunghezza d'onda di 532 nm e 755 nm (circa gli stessi laser utilizzati nella rimozione dei tatuaggi). Il loro limite è, per il medico, il tempo relativamente lungo necessario per seduta, e per il paziente nel rischio di non ottenere il 100% dei risultati sperati e di avere invece lunghi tempi di guarigione e possibili spiacevoli esiti cicatriziali. Negli ultimi anni per ovviare a questi inconvenienti e trovare una metodica più efficace e affidabile, si è iniziato il trattamento delle lentigo solari con laser ad alessandrite (755 nm) ad impulso lungo.

Per ogni macchia l'applicazione di laser dura poche frazioni di secondo e raramente è richiesto un secondo passaggio. In genere non è richiesta anestesia, anche nelle zone più delicate come il viso; al più è sufficiente l'applicazione di una crema anestetica 20 minuti prima del trattamento.
Dopo l'esecuzione del laser l'area trattata assumerà un colorito dal rosa al grigio chiaro che regredirà con una graduale desquamazione nei giorni seguenti. Il meccanismo di funzionamento è legato alle particolari capacità del laser di riconoscere e di "reagire" alla profondità desiderata con il pigmento scuro contenuto nella macchia che si vuole trattare.

Nei giorni immediatamente successivi la seduta è sufficiente che il/la paziente applichi una crema emolliente lenitiva e, al massimo, una pomata antibiotica. Le zone trattate non devono essere esposte al sole per alcune settimane: si deve lasciare alla pelle il tempo necessario per guarire e riprendere la normale consistenza e colore. Un buon filtro solare e poche semplici regole aiuteranno in questo semplice ma importante compito. Il vantaggio di questa metodica è la sua semplicità, sicurezza e rapidità di esecuzione. Infatti in un'unica seduta possono essere trattate con successo numerose macchie. Una seduta successiva può rivelarsi necessaria su alcune delle lesioni già sottoposte a laser.

Prof. Christian Pedrinazzi
Ottobre 2012